Il
Diamante Mandarino
Taeniopygia (Poephyla) Guttata Castanotis
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| Maschio Femmina |
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| Habitat e abitudini Mutazioni e varietà |
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| Allevamento | |||
| Ambiente Riproduzione Alimentazione |
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Credo nessuno possa dire di non aver mai visto un
diamante mandarino.
Sicuramente nelle mostre, nelle case, nei negozi di settore, tra gli allevatori
di esotici il diamante mandarino è quello più diffuso, vuoi per i colori ed il
disegno tipico, la prolificità, la simpatia che richiama il suo tipico
gorgheggio a trombetta del maschio, la vivacità del suo continuo saltellare da
un posatoio all'altro, non altro la sua rusticità.
Spesso dai non addetti viene chiamato bengalino, è un errore grave, in quanto
le origini sono molto diverse ed anche la famiglia di appartenenza è diversa,
in comune hanno solo il becco di colore rosso e le macchioline che coprono la
zona toracica.
Il bengalino ovvero il diamante moscato d'india ( Amandava amandava ) é
originario delle sterpaglie dell'India ed è diffuso in tutto il Borneo e la
penisola indiana, il diamante mandarino, è originario dell'Oceania:
Australia,Nuova Zelanda, arcipelago della Sonda, isola di Timor.
Molto più simile è invece il diamante guttato ( Poephyla guttata guttata ) che
a mio avviso è l'anello di unione tra il bengalino moscato d'India ed il
diamante mandarino.
Le dimensioni delle specie ancestrali sono inferiori a quelle dei soggetti che
siamo soliti vedere, nelle mostre, spesso possono essere viste nei negozi
perché di importazione, raramente superano gli otto centimetri di lunghezza la
forma è molto affusolata.
Le varietà di allevamento invece, grazie alla spinta selezione ad opera degli
allevatori del Belgio ed olandesi, ma non solo spesso raggiungono ed a volte
superano i dieci centimetri e mezzo, la forma è più tozza, il dimorfismo
sessuale è molto marcato in tutte le varietà cosa che rende facile assortire
le coppie.
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La femmina presenta nella
parte superiore del corpo gli stessi colori del maschio, con la
prerogativa di non avere i marchi guanciali di colore bruno arancio come il maschio, in questa
zona il grigio del dorso e della testa è più diluito.Un altro carattere di distinzione dal maschio è il colore del becco molto più tendente all'arancio quindi più chiaro. Le guance sono come il maschio, bianche il sottogola differisce in quanto non presenta zebrature, ed è di colore grigio chiaro uniforme,come anche i fianchi. Non è presente la barra pettorale ed i bordi del sottogola e fianchi sfumano con contorni non netti verso il ventre di colore bianco crema che a sua volta sfuma nel sottocoda color avorio intenso. La parte superiore della coda presenta i quadri ripetitivi bianchi e neri contornate dalle timoniere color nero. Come il becco anche le zampe sono di colore meno intenso con unghie chiare. |
Quanto sopra vale per tutti i soggetti di origine
australiana, ma non per quelli provenienti dalla isola di Timor ed altre isole
dell'arcipelago della Sonda che differiscono principalmente per i colori.
Il maschio anziché avere come colore predominante il grigio è di color bruno
rossastro, la calotta e la nuca sono grigio con tonalità più scura dei
soggetti australiani.
Le femmine invece presentano come colore dominante il grigio con tonalità più
calda, le parti posteriori e la zona craniale sono come per il maschio più
intense e scure.
Vive nelle sterpaglie e nelle praterie spesso anche
aride di cui è ricco quasi tutto il continente oceanico arcipelaghi ed atolli
compresi, come nei parchi cittadini, nutrendosi dei semi delle erbe locali e
minuscoli insetti quali termiti e simili, integrando nel periodo riproduttivo,
in particolare, con le uova degli insetti.
Ama molto comunque l'acqua, carattere che conserva anche in cattività ed a
questo proposito va detto che in natura ha sviluppato la possibilità, forse per
la carenza di acque dolci in specialmente negli atolli di poter anche bere
l'acqua del mare, come hanno descritto molti naturalisti.
Vive in comunità solitamente molto numerose, proteggendo un limitato territorio
nelle vicinanze del nido costruito sia a altezza molto bassa negli arbusti sia
sugli alberi dove rami e foglie sono più fitte.
Costruisce un nido chiuso ed intrecciato a palla partendo per la costruzione da
una base sulla quale poco a poco costruisce la camera di cova, utilizzando fili
di erba e piccoli rametti, costruite le pareti imbottisce il nido con peli
animali e infiorescenze simili a cotone ed al nostro tarassaco.
Per molto tempo è stato annoverato tra i tessitori ovvero nella famiglia dei
Ploceidae sottofamiglia Estrildinae per la costruzione dei nidi a palla, ma con
il tempo sono venute in evidenza diversità morfologiche e comportamentali
sostanziali che ora lo fanno annoverare nella famiglia Estrildidae.
Prima tra tutte il nido non è sospeso, ovvero ancorato ai rami nella parte
superiore cole quello dei Ploceidi ma appoggiato per la base.
Non disdegna comunque neppure i tronchi cavi dove si limita ad imbottire le
pareti e la parte inferiore.
E' molto prolifico svezzando da due a quattro nidiate all'anno in un arco di
tempo che va dall'inizio della primavera australe fino ad autunno inoltrato,
quando i semi ed i piccoli insetti di cui si nutre sono più abbondanti. Ogni
deposizione può contare fino a 8 uova, ma mediamente sono 5.
La cova dura 13-15 giorni a seconda della stagione, i piccoli nascono implumi e
nutriti da entrambi i genitori escono dal nido a 24 - 28 giorni ed anche se non
ancora autosufficienti sono gia in grado di compiere piccoli voli, lo
svezzamento è completo intorno ai 35 giorni.
I piccoli quando nascono sono di colore bruno quasi neri e pure il becco è nero
bruno, cambierà colore alla fine dello svezzamento.
02/01/02
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