Il Diamante Mandarino
Taeniopygia (Poephyla) Guttata Castanotis


Descrizione
Maschio
Femmina
Habitat e abitudini
Mutazioni e varietà
Allevamento
Ambiente
Riproduzione
Alimentazione

Esperienze di allevamento

Il diamante mandarino è sicuramente insieme al passero del Giappone l'uccello esotico più facile da allevare in cattività.
La mia prima esperienza è stata nell'ormai lontano 1989 con una coppia di bianchi lei l'avevo battezzata Candida e lui Pallido, lei era veramente di un colore bianco molto pulito e perfetto, lui era bianco nella parte superiore ed il ventre, la coda presentava delle velature grigie molto tenui, i fianci presentavano parzialmente nascosti dalle ali i tipici marchi bruno bronzeo picchiettati da punti bianchi.
Era una coppia modesta come taglia, ma di grande affiatamento e di grande docilità, il che dimostra la perfetta ambientazione e la grande domesticità; ricordo che spesso quando i piccoli uscivano troppo piccoli dal nido, io o mia moglie li pendevamo delicatamente in mano e avvicinando la medesima al nido tanto Pallido, ma principalmente Candida salivano tranquillamente sulla mano e con la testa li spingevano a rientrare nel nido.
Allora la mia esperienza era molto modesta, avendo si allevato uccelli nella mia fanciullezza ma salvo con le tortore e quelle che a quel tempo chiamavo cocorite non avevo mai ottenuto risultati di riproduzione pertanto non gli ho mai levato il nido, questo è uno sbaglio oggi lo so, il primo anno, hanno allevato 6 splendide nidiate di piccoli, ovvero 31 soggetti: 14 femmine e 17 maschi tutti indistintamente di un color bianco perfetto.
Il secondo anno le uova per ogni deposizione erano sempre in media cinque, ma i soggetti effettivamente nati non erano mai più di tre, dopo la terza deposizione ho quindi deciso sotto consiglio degli altri allevatori della mia associazione di togliere il nido, la causa era probabilmente il maschio che, forse non più giovanissimo cominciava a perdere colpi o probabilmente perché troppo stressato dall' allevamento di ormai ben 9 nidiate.
Infatti il terzo anno dalle prime due deposizioni sono nati 11 novelli, dalla terza solo 3 su cinque uova.
Allora ho capito ed imparato che è bene non lasciare che depongano più di tre volte l'anno, questo è anche il consiglio che do a quanti si accingono ad allevare i Diamante Mandarino.
L'anno successivo alla fine di agosto Pallido è morto, Candida invece ha vissuto fino al 1997.
Dopo la morte di Pallido, Candida ha ancora riprodotto l'anno successivo con un altro maschio, questa volta perfettamente bianco, ma questo era troppo focoso per la poverina che aveva ormai quasi 6 anni, e con i piccoli non ancora svezzati la rincorreva e la beccava sono così stato costretto a levarlo dalla gabbia, da quel momento Candida è sempre stata sola, o meglio è stata in seguito utilizzata per lo svezzamento dei piccoli di altre coppie che passavo a lei quando vedevo che nei nidi c'erano gia le uova ed i piccoli erano ancora non perfettamente autosufficienti, dimostrandosi sempre una ottima balia.
Spesso Candida la lasciavamo uscire dalla gabbia, libera questa veniva sulle spalle mie e di mia moglie, se stavamo mangiando prendeva da appoggiata su un dito il mangiare dalla bocca, a volte andava a bere nel bicchiere e se era pieno arrivava a tuffarsi dentro, spruzzando poi tutta la tavola con immenso divertimento mio e di Margherita, mia moglie, ma non ha mai fatto gli escrementi ne sulle spalle ne sulla tavola.
Con lei sulle spalle, potevo tranquillamente uscire sul balcone, lei non scappava, se vedeva un gatto si stringeva vicino al collo o se avevo una maglia o una camicia con il taschino si infilava dentro, con Margherita che porta i capelli lunghi si nascondeva dietro la nuca sotto i capelli.
Aveva anche maturato una certa intelligenza, gia quando era con Pallido richiamava l'attenzione quando nascevano i piccoli, quando l'acqua era poco o del giorno prima, se voleva fare il bagnetto lo faceva chiaramente capire venendo sul posatoio più vicino alla portina e sbattendo violentemente le ali.
Quando nel maggio del 97 è morta a me e mia moglie sono venute le lacrime.
Le altre esperienze hanno avuto andamenti ciclici, ho ottenuto parecchi ottimi risultati con diversi bei piazzamenti, ma mai con soggetti mutati bianchi, pur dovendo dire che agli stessi non ho mai dedicato il tempo e le cure che ho sempre dedicato ai diamanti di Gould.
Salvo rarissime eccezioni si sono sempre tutti dimostrati prolifici e ottimi accuditori della prole non è quindi necessario fare uso di balie sono sicuramente tra le specie più adatte a chi vuole allevare esotici e farsi un minimo di esperienza.
E' un animale robusto, non ho mai notato una predisposizione a particolari malattie il peggio che ho riscontrato è insorgenza di coccidiosi o salmonella ma solo in quelli in voliera esterna, e crescita abnorme del becco in soggetti con genitori in stretta parentela.
Ama fare il bagno anche più volte al giorno quindi per igiene è bene cambiarla spesso.
Solitamente copro il fondo gabbia con sabbia che cambio rilavandola con acqua bollente più spesso che posso almeno ogni 15 - 30 giorni, l'igiene anche del fondo gabbia è importante per prevenire l'insorgere di infezioni, inoltre prevenire è più facile che curare, .... non serve diagnosi !!

Ambiente

Il diamante Mandarino non è una specie esigente può nel centro sud Italia essere allevato tranquillamente all'aperto tutto l'anno, la gabbia o la voliera deve essere posizionata in modo da essere riparata da almeno due lati, meglio ancora tre dal vento e dalle correnti d'aria.
Anche qui in Piemonte con qualche piccolo accorgimento è possibile tenerli in esterno, io ho a questo scopo utilizzato una voliera che da ottobre a marzo chiudo per due terzi con diversi giri di normale nylon utilizzato solitamente per imballaggi industriali, sulla sommità ho messo un portalampade con una lampada ad infrarosso di quelle normalmente utilizzate per i pulcini ed in vendita nei consorzi o migliori venditori di mangimi, con una potenza di 250 VA che con un circuito automatico si accende dalle ore 11 alle ore 15 se la temperatura è inferiore a zero gradi centigradi, altrimenti no.
In queste condizioni bisogna anche fare attenzione a che non geli l'acqua da bere, a questo scopo utilizzo un Ptc a 220 Volt applicato all'esterno del beverino con il solito nylon da imballaggi alimentato a 12 oppure 24 Volt; sono solitamente utilizzati negli stira o arriccia capelli elettrici e reperibili a basso prezzo presso i venditori di ricambi per elettrodomestici, con questo variando la tensione di alimentazione mantengo l'acqua a +5 +6 gradi anche nelle giornate più fredde.
Interponendo sotto il nylon, a stretto contatto del Ptc e del beverino due o tre giri di stagnola per alimenti si favorisce una migliore distribuzione del calore sviluppato dal Ptc.
Nel periodo invernale fornisco il bagnetto solo nei giorni più caldi nell'ora più tiepida (primo pomeriggio).

Riproduzione

Per il controllo della riproduzione io separo le coppie in un ambiente chiuso dove la temperatura non scende sotto ì dodici gradi, parzialmente riscaldato da una canna fumaria, è attiguo a dove allevo i gould, va aggiunto per chi vuole allevare entrambi di tenerli in ambienti separati pena gli scarsi risultati ottenuti con i gould stessi, la rumorosità e la vivacità dei diamanti mandarino stressa i gould e questi abbandonano le uova.
Anche questo imparato con la pluriennale esperienza di allevamento di entrambi, inoltre i gould richiedono ambienti più caldi e più umidi dei diamanti mandarino.
Tolgo gli esemplari che è mia intenzione riprodurre dalla voliera esterna a fine settembre prima di preparare la voliera per l'inverno, separando i maschi dalle femmine ponendoli nell'ambiente di riproduzione ma alla distanza di alcuni metri.
Faccio alcuni trattamenti precova per avere migliori risultati, ovvero due giorni con
prodotti a base di Tetramisole per i vermi, 4 o 5 giorni con un plurivitaminico, uso solitamente il < Tuttovitamine > produzione FORMENTI, poi 4 - 5 giorni con un coccidiostatico a base di Diaveridina, Sulfadimetossina, Sulfachinossalina <(DISULFA-S) di FORMENTI >, poi nuovamente il plurivitaminico per 6 - 8 giorni.
Verso metà novembre comincio a fare le coppie in normali gabbie da 60 cm..
Quando vedo che hanno raggiunto un certo affiatamento, non litigano più e stanno reciprocamente a contatto sul posatoio, ovvero dopo dieci o quindici giorni, metto loro i nidi, possono essere tranquillamente a cassetta semi aperta o quelli a palla in generale è indifferente, per comodità quelli a palla li modifico per poterli applicare comunque sull'esterno della gabbia.
Verso metà dicembre nascono i primi novelli. La cova dura mediamente 14 giorni, alcune femmine cominciano a covare dopo il terzo uovo altre, ed è preferibile, il giorno dopo aver deposto l'ultimo.
Le uova sono mediamente cinque ma possono arrivare anche raramente a 8.
E' preferibile che inizino dopo perche in questo modo schiudono praticamente contemporaneamente con minor rischio che qualcuno soccomba al predominio di quelli più grandi principalmente, questo succede di solito dopo 15 - 20 giorni dalla nascita.
Alla nascita i pullus sono quasi tutti di color bruno, ad eccezione delle mutazioni a fondo chiaro quali i pinguino, i mascherati ed i bianchi, con il becco nero ed implumi, dopo 4 - 5 giorni cominciano sulle ali coprirsi di peluria, verso i 6 giorni si trasformerà in piumette le remiganti.
A venti giorni il rivestimento plumeo è pressoché completo.
Quelli a fondo chiaro sono di color rosa tendente a seconda della mutazione al bordò o al bruno.
A 24 - 25 giorni escono solitamente dal nido e solitamente sono verso sera in grado di rientrare da soli.
I migliori risultati come per quasi tutte le specie si ottengono con soggetti che abbiano almeno raggiunto l'anno di età e fino al terzo quarto anno, sono comunque in grado di riprodursi a 8 ed a volte in voliera sono nati soggetti da genitori di solo sei mesi.

Alimentazione

L'alimentazione non è particolarmente critica, i soliti misti esotici in normale vendita, delle case più note, vanno tutti benissimo, sono comunque preferibili quelli con basso o nessun contenuto di semi di lino e se ci sono qualche seme di canapa specialmente nel periodo riproduttivo non guasta, se non c'é a quelli che tengo in voliera esterna la canapa circa 10 grammi per chilo, la aggiungo io, nel periodo invernale, come pure ma in quantità inferiore a quelli in riproduzione. Non lascio mai mancare la spiga di panico di cui sono molto ghiotti tutto l'anno.
Quando le ho delle mie piante perchè non faccio uso di pesticidi, fornisco la mela tagliata a spicchi, quelle acquistate bisogna assolutamente togliere il torsolo e la pelle in inverno fornisco loro polpa di cachi e se ci sono qualche fettina di mandarino.
Finche reperibile nelle ripe intorno a casa mia fornisco del tarassaco del quale do anche il fiore quando sfiorisce ben lavato ed asciutto, una volta la settimana somministro semi germinati se ho il tempo di prepararli con cura ma solitamente lessati leggermente.
Il pastoncino, solitamente uso il <morbido super> della <CHEMI-VIT> non va dato nel periodo estivo pena l'insorgenza di disturbi intestinali, nel periodo invernale a tutti lo lascio sempre a disposizione, spesso integrato con lievito di birra e tuorlo di uovo cotto per almeno 20 minuti e solo se delle mie galline preventivamente curate contro la salmonella.
L'acqua da bere è bene sostituirla ogni giorno, nel periodo più caldo anche due volte al giorno, in particolare se si è fatto uso di acqua con vitamine o altre aggiunte chimiche, le vitamine e bene somministrarle ma con parsimonia non più di 4-5 giorni al mese l'ipervitaminosi e più pericolosa dell'avitaminosi.
In particolare nel periodo riproduttivo e precova è bene fornire sempre il grit e sali minerali, io preferisco quelli in polvere ai quali aggiungo carbone vegetale.

05/01/02