L'organetto

Carduelis Flammea, C. Hornemanni

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Testo di Piercarlo Rossi

STATUS ED ALIMENTAZIONE IN NATURA
Riproduzione:
     Carduelis Flammea
     Carduelis Cabaret
     Carduelis Disreptes
     Carduelis Hornemanni 
     Carduelis Rostrata
Esperienze di allevamento
La riproduzione
Muta,colorazione del piumaggio,mostre

Carduelis Flammea Flammea
Maschio


Tra gli indigeni comunemente allevati il simpaticone è sicuramente il lucherino, il più bello il cardellino, il più facile il verdone, il più ambito il ciuffolotto, ma allora l'organetto che ruolo ha ?
Be' l'organetto racchiude un pò, tutte le caratteristiche degli altri; infatti è discretamente tranquillo e confidente, è piuttosto bello con il rosso sulla testa e sul petto, la sua riproduzione in purezza è sicuramente più facile di quella del lucherino e del ciuffolotto  ed a livello espositivo a parte qualche rara eccezione non ha rivali.

Carduelis Rostrata ( maschio agata )


STATUS ED ALIMENTAZIONE IN NATURA

Di questo vero gioiellino in natura si conoscono numerosissime sottospecie e varietà per cui uno e’ diverso dall’altro, con o senza il rosso sul petto (anche per motivi non strettamente alimentari) dalle dimensioni che spaziano dagli 11 cm. (Carduelis Cabaret e Disreptes) agli oltre 14 cm. delle varietà artiche (A. Rostrata, A. Hornemanni) che vivono nel nord Europa fino alla Groenlandia e che, si distinguono oltre che per la taglia maggiore, per il mantello complessivamente più scuro e per il becco più grosso (A. Rostrata).
Nella parte alta delle Svezia e della Finlandia è diffuso l’organetto artico (A. Hornemanni ) nidifica nella tundra disalberata costruendo il nido sul terreno o nei bassi cespugli. Si distingue per il mantello che è spolverato da una sorta di brinatura e per il groppone che è bianco e senza strie, come senza strie e più bianchi sono anche i fianchi. Le barre alari sono più vistose mentre il rosa del petto appare più pallido. Il groppone bianco ed il capo chiaro contrastano con il dorso grigio fulvo, tanto da formare un caratteristico disegno a sella.

Carduelis Cabaret ( maschio ancestrale )

La sistematica più recente per fare un po’ di ordine tra gli organetti li ha raggruppati in due specie ossia la forma grande e più chiara A. Hornemanni, e la forma più piccola e brunastra A. Flammea di fatto però la classificazione offre altre problematiche tanto che in Italia si parla di organetto (A. Flammea) e di organetto minore (A. Cabaret). Il Primo è quello che giunge dalle regioni nordiche e che passa in autunno sulle montagne del Friuli Venezia Giulia, il secondo è quello stanziario sulle Alpi in numerosi branchi anche di centinaia di esemplari.
L’organetto minore ha dimensioni più piccole è più fulvo sul dorso ed è privo di barrature alari,mentre la specie nominale A. Flammea è un po’ più grande con il piumaggio più chiaro e più grigio,barrature alari e groppone più bianchi.
Talvolta tra una specie e l’altra non vi è una linea di demarcazione netta e precisa in quanto spesso nelle zone di contatto tra areali limitrofi, avvengono meticciamenti, originando una mescolanza continua di forme ibride di transizione.

Venendo quindi a parlare di dieta generale degli organetti, come è stata riscontrata in natura e come sintesi di numerosi lavori che includono anche il Nord America,non si possono citare nomi specifici per evitare torti.
Tutto questo,grazie alla osservazioni svolte in Gran Bretagna che includono 600 casi,comprese le relative nidiate facilmente controllabili per la docilità del fringillide in oggetto.
In primavera,gli organetti concentrano la loro attenzione soprattutto sui fiori e sui semi dei salici (salix alba) e sugli insetti infestanti,soprattutto le gemme dei salici stessi.

All’ inizio dell’estate agiscono sulle sementi delle erbe prative sui vari romice (rumex sp.) il tarassaco (tarasaccum officinalis) le composite, le graminacee (poa annua) le onagracee le chenopodiacee ( buon Enrico ).
Il piatto preferito però anche in questo caso al pari del lucherino al quale spesso si accompagna gravita intorno alle betullacee ( betulla ed ontano nero ) potendo aggredire, l’organetto soltanto i semi di basso calibro ( da 0,05 mg dei salici a non oltre i 5 mg dei congeneri del cardo .Per quanto non vi siano registrati semi di frutta fresca sono segnalabili rilievi che concernono le gemme ( fra Marzo ed Agosto ) specie quelle delle betullacee.

Carduelis Cabaret
( maschio ancestrale
)

In Luglio principalmente perché i semi delle betullacee sono maturi ed al culmine della stagione riproduttiva essi costituiscono il centro della loro alimentazione corredata però dall’olmaria ( filopendula olearia ) dal centocchio (stellaria media ) dagli ovuli dei salici , dall’epilobio ( epilobium a.)
In inverno l’attenzione si sposta poi nuovamente verso l’ontano nero, il tanaceto (tanacetum vulgare) l’artemisia (artemisia v.) ed il solito buon Enrico che è una delle piante per tutti i giorni insieme alle poee per tutti i fringillidi.
Considerando però l’arco di tempo che va da settembre a maggio i semi maggiormente appetiti dagli organetti si possono così ricapitolare.
Carduelis Rostrata ( maschio agata )
Su ben 2559 osservazioni registrate gli organetti hanno indicato dall’86% al 95% di preferenza per la betulla seguita dall’epilobio (e. Hirsutum) dall’artemisia, dall’ontano nero dal buon Enrico e dal tanaceto con buon inclusione di olmaria. Miste presenze di ortica ovuli di salice ed altri semi non identificabili ma probabilmente occasionali.
Nell’arco di tempo che va da Aprile a Maggio è emersa la prevalenza di semi ed ovuli del salice a livelli del 38%, delle gemme di betulla 9% ed invertebrati vari con medie del 41%, che superano ampiamente i valori percentuali che ci si sarebbe aspettato dato che in cattività svezzano i nidiacei con ridotte aliquote di invertebrati.
Nel ciclo complessivo che infine va da maggio a tutto settembre si è verificata soprattutto a maggio una marcata predilezione per il centocchio ed il tarassaco in giugno e luglio per la betulla, il romice varietà acetosa, da agosto a fine settembre una prevalenza di olmaria ed una serie di erbe ricche di salicilati anti infiammatori.

Tra gli invertebrati sono da citare oltre alle larve del genere Adelges i bruchi di piccola taglia e gli afidi, che certamente finiscono tutti nei gozzi dei nidiacei in attesa.
Per dare un’idea della variabilità della dieta di quest’uccello è possibile citare il caso decisamente eclatante degli esemplari che vivono nel nord della Svezia.
In alcune stagioni particolarmente rigide con la neve alta 40 cm. e con il termometro a –20° C. sono stati trovati dei nidi con uova feconde ed embrioni vitali.
In seguito sì è potuto verificare che i nidiacei presentavano i gozzi colmi di insetti molto grossi e notevolissime quantità di frammenti di semi di abete rosso, alimento tipico dei lucherini.

 Carduelis Cabaret ( maschio Ancestrale )

Potremmo quindi stilare la seguente mini tabella:

GENNAIO - MARZO betulla - tanaceto - ontano - salice - insetti
APRILE - LUGLIO betulla - insetti - salice - centocchio - tarassaco - erbe prative - romice
AGOSTO - OTTOBRE betulla - olearia
NOVEMBRE - DICEMBRE betulla - ontano nero.


Riproduzione:
     Carduelis Flammea

Si riproduce in boscaglie di betulle,boschi misti di conifere,zone a macchia,lande e brughiere,con alberi sparsi o piantagioni arboree e boschetti.
Costruiscono il nido a volte su un albero in alto, altre in un arbusto o in un cespuglio, talvolta in basso, a livello del suolo.
Le coppie,spesso nidificano le une vicino alle altre,in gruppi disordinati.

NIDO

Una coppa piccola e disordinata di sottili ramoscelli,erba e steli di piante,rivestito all’interno con piumino vegetale,piume e peli.

STAGIONE RIPRODUTTIVA

Inizia ad aprile inoltrato al sud, fino a giugno al nord.
Covata singola o doppia.

UOVA

Generalmente 4 o 5,talvolta 3 o 7, sub ellittiche, lisce e solo leggermente lucide.
Azzurro pallido, segnate con piccole macchie, punti o chiazze. A volte sono rosa pallido o lilla e presentano macchie sparse, porpora o marrone rossastro.
La maggior parte delle macchie è concentrata all’estremità più lunga.16,9x12,6 mm.

ALLEVAMENTO

Cova la femmina solamente per 10, 13 giorni.
La prole è inetta e coperta di piumino grigio scuro, molto lungo e folto.
Cavità orale rossa con due punti pallidi sul palato.
Margini interni del becco gialli.
I nidiacei sono nutriti da entrambi i genitori, e aprono gli occhi a 5 giorni.
Per la maggior parte del periodo non si ha la rimozione delle sacche fecali da parte degli adulti.
Lasciano il nido dopo 11-14 giorni


     Carduelis Hornemanni

Si riproduce nelle boscaglie del nord e nella tundra.
Il nido è su un albero basso o sul terreno celato da una roccia.

NIDO

Una coppa di erba e di ramoscelli e talvolta radici , rivestita all’interno con piume peli e piumino vegetale

STAGIONE RIPRODUTTIVA

Giugno inoltrato .Covata singola

UOVA

Generalmente 5 raramente 4 o 6 simili a quelle dell’ organetto ma più grandi e con il colore di fondo leggermente più pallido . 17,4 x 12,9 mm

ALLEVAMENTO

Cova solamente la femmina, iniziando con la deposizione del secondo o il terzo uovo per un periodo di 14-15 giorni.
I nidiacei inetti ed imbeccati da entrambi i genitori, ma tenuti al caldo dalla sola femmina per circa 10 giorni,dopo i quali abbandonano il nido a 10 – 14 giorni.

 


buon Enrico nome volgare che contraddistingue una specie di spinaci selvatici

 


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