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Tra gli indigeni comunemente allevati il simpaticone è sicuramente il
lucherino, il più bello il cardellino, il più facile il verdone, il più
ambito il ciuffolotto, ma allora l'organetto che ruolo ha ?
Be' l'organetto racchiude un pò, tutte le caratteristiche degli altri;
infatti è discretamente tranquillo e confidente, è piuttosto bello con il
rosso sulla testa e sul petto, la sua riproduzione in purezza è
sicuramente più facile di quella del lucherino e del ciuffolotto ed
a livello espositivo a parte qualche rara eccezione non ha rivali.
Carduelis Rostrata ( maschio agata ) |
STATUS ED
ALIMENTAZIONE IN NATURA
Di questo vero gioiellino in natura si conoscono numerosissime sottospecie
e varietà per cui uno e’ diverso dall’altro, con o senza il rosso sul
petto (anche per motivi non strettamente alimentari) dalle dimensioni che
spaziano dagli 11 cm. (Carduelis Cabaret e Disreptes) agli oltre 14 cm.
delle varietà artiche (A. Rostrata, A. Hornemanni) che vivono nel nord
Europa fino alla Groenlandia e che, si distinguono oltre che per la taglia
maggiore, per il mantello complessivamente più scuro e per il becco più
grosso (A. Rostrata).
Nella parte alta delle Svezia e della Finlandia è diffuso l’organetto
artico (A. Hornemanni ) nidifica nella tundra disalberata costruendo il
nido sul terreno o nei bassi cespugli. Si distingue per il mantello che è
spolverato da una sorta di brinatura e per il groppone che è bianco e
senza strie, come senza strie e più bianchi sono anche i fianchi. Le barre
alari sono più vistose mentre il rosa del petto appare più pallido. Il
groppone bianco ed il capo chiaro contrastano con il dorso grigio fulvo,
tanto da formare un caratteristico disegno a sella.
Carduelis Cabaret ( maschio ancestrale )
La sistematica più recente per fare un po’ di ordine tra gli organetti li
ha raggruppati in due specie ossia la forma grande e più chiara A.
Hornemanni, e la forma più piccola e brunastra A. Flammea di fatto però la
classificazione offre altre problematiche tanto che in Italia si parla di
organetto (A. Flammea) e di organetto minore (A. Cabaret). Il Primo è
quello che giunge dalle regioni nordiche e che passa in autunno sulle
montagne del Friuli Venezia Giulia, il secondo è quello stanziario sulle
Alpi in numerosi branchi anche di centinaia di esemplari.
L’organetto minore ha dimensioni più piccole è più fulvo sul dorso ed è
privo di barrature alari,mentre la specie nominale A. Flammea è un po’ più
grande con il piumaggio più chiaro e più grigio,barrature alari e groppone
più bianchi.
Talvolta tra una specie e l’altra non vi è una linea di demarcazione netta
e precisa in quanto spesso nelle zone di contatto tra areali limitrofi,
avvengono meticciamenti, originando una mescolanza continua di forme
ibride di transizione. |
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Venendo quindi a parlare di dieta generale degli organetti, come è stata
riscontrata in natura e come sintesi di numerosi lavori che includono
anche il Nord America,non si possono citare nomi specifici per evitare
torti.
Tutto questo,grazie alla osservazioni svolte in Gran Bretagna che
includono 600 casi,comprese le relative nidiate facilmente controllabili
per la docilità del fringillide in oggetto.
In primavera,gli organetti concentrano la loro attenzione soprattutto sui
fiori e sui semi dei salici (salix alba) e sugli insetti
infestanti,soprattutto le gemme dei salici stessi.
All’ inizio dell’estate agiscono
sulle sementi delle erbe prative sui vari romice (rumex sp.) il
tarassaco (tarasaccum officinalis) le composite, le graminacee (poa
annua) le onagracee le chenopodiacee ( buon
Enrico ).
Il piatto preferito però anche in questo caso al pari del lucherino al
quale spesso si accompagna gravita intorno alle betullacee ( betulla
ed ontano nero ) potendo aggredire, l’organetto soltanto i semi di
basso calibro ( da 0,05 mg dei salici a non oltre i 5 mg dei congeneri
del cardo .Per quanto non vi siano registrati semi di frutta fresca
sono segnalabili rilievi che concernono le gemme ( fra Marzo ed Agosto
) specie quelle delle betullacee. |

Carduelis Cabaret
( maschio ancestrale ) |
In Luglio principalmente perché i semi delle betullacee sono maturi ed al
culmine della stagione riproduttiva essi costituiscono il centro della
loro alimentazione corredata però dall’olmaria ( filopendula olearia ) dal
centocchio (stellaria media ) dagli ovuli dei salici , dall’epilobio (
epilobium a.)
In inverno l’attenzione si sposta poi nuovamente verso l’ontano nero, il
tanaceto (tanacetum vulgare) l’artemisia (artemisia v.) ed il solito buon
Enrico che è una delle piante per tutti i giorni insieme alle poee per
tutti i fringillidi.
Considerando però l’arco di tempo che va da settembre a maggio i semi
maggiormente appetiti dagli organetti si possono così ricapitolare.
Carduelis Rostrata ( maschio agata )
Su
ben 2559 osservazioni registrate gli organetti hanno indicato dall’86% al
95% di preferenza per la betulla seguita dall’epilobio (e. Hirsutum)
dall’artemisia, dall’ontano nero dal buon Enrico e dal tanaceto con buon
inclusione di olmaria. Miste presenze di ortica ovuli di salice ed altri
semi non identificabili ma probabilmente occasionali.
Nell’arco di tempo che va da Aprile a Maggio è emersa la prevalenza di
semi ed ovuli del salice a livelli del 38%, delle gemme di betulla 9% ed
invertebrati vari con medie del 41%, che superano ampiamente i valori
percentuali che ci si sarebbe aspettato dato che in cattività svezzano i
nidiacei con ridotte aliquote di invertebrati.
Nel ciclo complessivo che infine va da maggio a tutto settembre si è
verificata soprattutto a maggio una marcata predilezione per il centocchio
ed il tarassaco in giugno e luglio per la betulla, il romice varietà
acetosa, da agosto a fine settembre una prevalenza di olmaria ed una serie
di erbe ricche di salicilati anti infiammatori. |
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Tra gli invertebrati sono da citare oltre alle larve del genere Adelges i
bruchi di piccola
taglia
e gli afidi, che certamente finiscono tutti nei gozzi dei nidiacei in
attesa.
Per dare un’idea della variabilità della dieta di quest’uccello è
possibile citare il caso decisamente eclatante degli esemplari che vivono
nel nord della Svezia.
In alcune stagioni particolarmente rigide con la neve alta 40 cm. e con il
termometro a –20° C. sono stati trovati dei nidi con uova feconde ed
embrioni vitali.
In seguito sì è potuto verificare che i nidiacei presentavano i gozzi
colmi di insetti molto grossi e notevolissime quantità di frammenti di
semi di abete rosso, alimento tipico dei lucherini.
Carduelis Cabaret ( maschio Ancestrale )
Potremmo quindi stilare la seguente mini tabella:
| GENNAIO - MARZO |
betulla - tanaceto -
ontano - salice - insetti |
| APRILE - LUGLIO |
betulla - insetti -
salice - centocchio - tarassaco - erbe prative - romice |
| AGOSTO - OTTOBRE |
betulla - olearia |
| NOVEMBRE - DICEMBRE |
betulla - ontano
nero. |
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Riproduzione:
Carduelis Flammea
Si riproduce in boscaglie di betulle,boschi misti di conifere,zone a
macchia,lande e brughiere,con alberi sparsi o piantagioni arboree e
boschetti.
Costruiscono il nido a volte su un albero in alto, altre in un arbusto o
in un cespuglio, talvolta in basso, a livello del suolo.
Le coppie,spesso nidificano le une vicino alle altre,in gruppi
disordinati.
NIDO
Una coppa piccola e disordinata di sottili ramoscelli,erba e steli di
piante,rivestito all’interno con piumino vegetale,piume e peli.
STAGIONE RIPRODUTTIVA
Inizia ad aprile inoltrato al sud, fino a giugno al nord.
Covata singola o doppia.
UOVA
Generalmente 4 o 5,talvolta 3 o 7, sub ellittiche, lisce e solo
leggermente lucide.
Azzurro pallido, segnate con piccole macchie, punti o chiazze. A volte
sono rosa pallido o lilla e presentano macchie sparse, porpora o marrone
rossastro.
La maggior parte delle macchie è concentrata all’estremità più lunga.16,9x12,6
mm.
ALLEVAMENTO
Cova la femmina solamente per 10, 13 giorni.
La prole è inetta e coperta di piumino grigio scuro, molto lungo e folto.
Cavità orale rossa con due punti pallidi sul palato.
Margini interni del becco gialli.
I nidiacei sono nutriti da entrambi i genitori, e aprono gli occhi a 5
giorni.
Per la maggior parte del periodo non si ha la rimozione delle sacche
fecali da parte degli adulti.
Lasciano il nido dopo 11-14 giorni |