L'organetto
Carduelis Flammea, A. Hornemanni
Testo di Piercarlo Rossi
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ED ALIMENTAZIONE IN NATURA Riproduzione: Carduelis Flammea Carduelis Cabaret Carduelis Disreptes Carduelis Hornemanni Carduelis Rostrata Esperienze di allevamento La riproduzione Muta,colorazione del piumaggio,mostre |
Carduelis Cabaret |
Carduelis Rostrata |
Muta,colorazione del piumaggio,mostre
A
circa 60-70 giorni dalla nascita, gli organetti iniziano la muta del piumaggio
che dura mediamente 15-20 giorni.
Data la sua notevole rusticità e la rapidità della muta stessa, questo
fringillide,a differenza di molti altri indigeni, non necessita di particolari
cure; l’unica attenzione va posta alla frequente manifestazione di
cannibalismo che, in questo periodo, spinge gli organetti a strapparsi
vicendevolmente le piume.
Io fornisco alcuni mazzetti di juta o un elevato numero di spighe di panico per
evitare tutto questo.
Nel primo anno di vita il lipocromo rosso interessa la sola calottina, mentre al
secondo anno, nei soli maschi, si estende fino alle parti alte del petto e dei
fianchi.
Per favorire la massima espressione del lipocromo, è necessario fornire agli
organetti i coloranti artificiali, a meno che non si abbia la possibilità di
fornire alimenti che ne contengano in abbondanza.
Vorrei, qui, aprire una parentesi e spezzare una lancia a favore dei coloranti
naturali.
L’organetto è un uccello che in cattività perde facilmente il rosso.
Mentre il petto appare scolorito, il capo diventa giallognolo o solo scarsamente
picchiettato di rosso.
E’ vero che, molti esemplari maschi, già in natura presentano solo il capo
rosso ed addirittura le femmine col petto più rosso di alcuni maschi ma in
linea generale tutti sono destinati ad un viraggio di colore in cattività.
La causa è unica: una dieta non naturale, non sostituibile con i coloranti
Cantaxantina o altri.
Molti allevatori hanno tentato questa via, ed hanno constatato che generalmente
il risultato è deludente, un organetto rovinato sul groppone divenuto rossiccio
nella livrea generale.
Come agire: l’unica via finora valida e veramente promettente, resta quindi
quella delle betullacee (betulla e ontano nero) ricche di sostanze tanniniche e
resine.
Non si è ancora certi di come essi agiscano; di certo vi è che nei piccoli
semi della betulla (in commercio vi è anche il succo puro, in erboristeria)
esso ricava i suoi bellissimi colori del capo e del petto.
Se non si riesce a reperire i suddetti semi (la linea Blatter li ha in listino)
è possibile far ripiumare gli uccelli ed una volta terminata la muta,togliere
le piumette del capo e del petto e fornire tutti i giorni un pastoncino con
addizionato il colorante; io uso il 70% di betacarotene ed il 30% di
Cantaxantina, quando fornisco questo pastone, tolgo i semi, il pastone viene
rinnovato giornalmente.
Esistono in commercio anche coloranti idrosolubili Cantaxantina idrosolubile da
me mai utilizzata.
A muta ultimata, scelgo i soggetti da esporre dividendoli in gabbie all’inglese
di 50 cm., uno per gabbia.
In tale periodo,curo in modo particolare l’igiene della gabbia e degli
accessori ,rinnovo l’acqua per il bagno giornalmente, e cerco di trascorrere
molto tempo in allevamento per abituarli alla presenza umana, molto utile in
fase di giudizio.
Consiglio a tutti gli appassionati di indigeni, l’allevamento di questo
grazioso fringillide, perché sono certo che l’organetto, più di qualsiasi
altro indigeno, riesce a garantire quelle piccole soddisfazioni che ognuno di
noi si aspetta dai propri uccelli.