L'organetto

Carduelis Flammea, A. Hornemanni

Testo di Piercarlo Rossi

STATUS ED ALIMENTAZIONE IN NATURA
Riproduzione:
     Carduelis Flammea
     Carduelis Cabaret
     Carduelis Disreptes

     Carduelis Hornemanni
     Carduelis Rostrata

Esperienze di allevamento
La riproduzione
Muta,colorazione del piumaggio,mostre

Carduelis Cabaret
( maschio ancestrale )

Carduelis Rostrata
( femmina ancestrale )


Esperienze di allevamento

Visto quanto riportato nella descrizione della specie la alimentazione dovrà essere la più varia possibile e la più simile a quella naturale, anche se io reputo che nessun pastoncino, per quanto sofisticato potrà mai sostituire di fatto un ragnetto unito ad un capolino di tarassaco o di senecio.
Carduelis rostrata ( maschio agata )
Comunque,noi cerchiamo di fare del nostro meglio.
Io,per esempio,adotto una miscela composta dal 70% di scagliola ed il 30% di una miscela Blattern, la Lucherini Special, cod. 101200; la scagliola è della ditta Natural.
Il misto viene variato nel periodo di allevamento dei nidiacei con la percentuale di scagliola del 50% ed il restante 50% di misto 101200 .
Oltre a questo, tutto l’anno fornisco un pastoncino (nel periodo di riposo, da settembre a febbraio, una volta la settimana una linguetta) così composto: 50% di pastoncino Quiko secco per nostrani (molto ricco di bacche ed altre semenze), un 20% tra multivitaminico (Transivit) e lievito di birra, oltre ad un 30% di pastone morbido; il lievito di birra è molto utile per il riequilibrio delle flora batterica intestinale.
Spighe di panico e grit vengono rinnovate settimanalmente.
Fornisco, inoltre, la mela ed alcune bacche tipo Biancospino ( Pyracanta-Cotonaster ), nel periodo invernale.
Con il sopraggiungere della primavera, cerco di variare il più possibile la loro dieta con le erbe prative in precedenza indicate.

Nel periodo riproduttivo,che mediamente inizia nella seconda metà di maggio,integro la dieta con tarme della farina o camole del miele; queste ultime sono da preferire per una maggiore digeribilità. Inoltre, aggiungo al solo pastone secco (Quiko),una miscela di semi germogliati,composta niger lattuga bianca e nera,così preparati: alla sera pongo in un recipiente di vetro la miscela di semi, su cui verso dell’acqua tiepida ed un pizzico di bicarbonato ( aiuta la germinazione).
Il mattino seguente rinnovo l’acqua ed alla sera scolo il tutto; lascio, quindi il misto nel colino fino alla mattina successiva quando,mischiato al pastoncino, con una spolveratina di caseina, lo passo ai soggetti in riproduzione.
Abituo i miei soggetti, sia alle camole del miele sia al pastoncino sopra indicato, partendo dal mese di Febbraio con cadenza di una volta alla settimana, Marzo 2 volte, Aprile 3.
All’età di 25-26 giorni, svezzo i piccoli con semi cotti, spighe di panico immature, mela e qualche camola del miele.
Carduelis cabaret
( femmina Bruna )
Inoltre, in questo delicato periodo, verso nell’acqua da bere un polivitaminico per circa 10 giorni.
Vorrei inoltre segnalare, che risultano molto utili le uova di formica, ma molto difficili da reperire in commercio, sia per portare i soggetti ad una piena forma amorosa, sia nello svezzamento dei pulli e non creano nessun problema di ingrassamento.

La riproduzione

L’organetto si riproduce sia in gabbia sia in voliera esterna.
Abbisogna di poche cose: un pò di spazio, tranquillità ed un pizzico di feeling da parte dell’allevatore per capire il comportamento.
Io per motivi di spazio, ho dovuto adottare le volierette, all’interno, di cm. 90 sia aperte che all’inglese, dove vengono poste le singole coppie.
Non tutti i soggetti si comportano allo stesso modo; ci sono quelli che preferiscono il nido interno, sul frontale, altri esterni, a cassetta, quelli che si adattano solo a quello in vimini o di spago e quelli che, infine, anche se in gabbia restano perfetti artisti, nella preparazione del nido, quelli che sopportano senza difficoltà la presenza prolungata dell’allevatore e quelli che basta un nulla per farli innervosire.
Occorre,perciò,un pò di feeling per capire tutti i problemi ed ottenere i risultati migliori.
Sappia l’allevatore che ogni stranezza comportamentale di un soggetto,è sempre il riflesso di un cattivo ambientamento,quasi mai imputabile al soggetto stesso ma a proprie incapacità tecniche.
Una volta posizionati i nidi, fornisco materiale per la costruzione degli stessi come juta, sisal, cocco, fili di pelo animale, muschio (recuperato da me in montagna).
Carduelis cabaret ( femmina bruna )
Le uova,anche in cattività, sono generalmente 5 o 6 (non sono rare le covate di 6 piccoli),di colore azzurro macchiettate di bruno.
Io non sostituisco le uova giornalmente, per non disturbare la femmina che, solitamente dopo la deposizione del 3° uovo,  inizia la cova.
Si avranno,quindi,schiuse sfalsate, ma se la coppia è ben affiatata non vi saranno problemi nello svezzamento.
A 10 giorni, se il locale è piuttosto asciutto conviene inumidire le uova con uno spruzzino contenente acqua tiepida, per facilitare la schiusa, che solitamente avviene all’11° giorno.
Di solito l’organetto alleva la prole senza particolari problemi; in caso contrario si può ricorrere ad una buona canarina come balia; in questo caso si hanno buone possibilità di successo, soprattutto se i piccoli sono nati da uova abbastanza grandi, o meglio ancora se sono stati allevati nei primi giorni dalla femmina.
Ritengo sconsigliabile l’uso di riscaldamento e luce artificiale, in quanto si corre il rischio di una muta anticipata, che comprometterebbe inevitabilmente la riproduzione

Muta,colorazione del piumaggio,mostre

A circa 60-70 giorni dalla nascita, gli organetti iniziano la muta del piumaggio che dura mediamente 15-20 giorni.
Data la sua notevole rusticità e la rapidità della muta stessa, questo fringillide,a differenza di molti altri indigeni, non necessita di particolari cure; l’unica attenzione va posta alla frequente manifestazione di cannibalismo che, in questo periodo, spinge gli organetti a strapparsi vicendevolmente le piume.
Io fornisco alcuni mazzetti di juta o un elevato numero di spighe di panico per evitare tutto questo.
Nel primo anno di vita il lipocromo rosso interessa la sola calottina, mentre al secondo anno, nei soli maschi, si estende fino alle parti alte del petto e dei fianchi.
Per favorire la massima espressione del lipocromo, è necessario fornire agli organetti i coloranti artificiali, a meno che non si abbia la possibilità di fornire alimenti che ne contengano in abbondanza.
Vorrei, qui, aprire una parentesi e spezzare una lancia a favore dei coloranti naturali.
L’organetto è un uccello che in cattività perde facilmente il rosso.
Mentre il petto appare scolorito, il capo diventa giallognolo o solo scarsamente picchiettato di rosso.
E’ vero che, molti esemplari maschi, già in natura presentano solo il capo rosso ed addirittura le femmine col petto più rosso di alcuni maschi ma in linea generale tutti sono destinati ad un viraggio di colore in cattività.
La causa è unica: una dieta non naturale, non sostituibile con i coloranti Cantaxantina o altri.
Molti allevatori hanno tentato questa via, ed hanno constatato che generalmente il risultato è deludente, un organetto rovinato sul groppone divenuto rossiccio nella livrea generale.
Come agire: l’unica via finora valida e veramente promettente, resta quindi quella delle betullacee (betulla e ontano nero) ricche di sostanze tanniniche e resine.
Non si è ancora certi di come essi agiscano; di certo vi è che nei piccoli semi della betulla (in commercio vi è anche il succo puro, in erboristeria) esso ricava i suoi bellissimi colori del capo e del petto.
Se non si riesce a reperire i suddetti semi (la linea Blatter li ha in listino) è possibile far ripiumare gli uccelli ed una volta terminata la muta,togliere le piumette del capo e del petto e fornire tutti i giorni un pastoncino con addizionato il colorante; io uso il 70% di betacarotene ed il 30% di Cantaxantina, quando fornisco questo pastone, tolgo i semi, il pastone viene rinnovato giornalmente.
Esistono in commercio anche coloranti idrosolubili Cantaxantina idrosolubile da me mai utilizzata.
A muta ultimata, scelgo i soggetti da esporre dividendoli in gabbie all’inglese di 50 cm., uno per gabbia.
In tale periodo,curo in modo particolare l’igiene della gabbia e degli accessori ,rinnovo l’acqua per il bagno giornalmente, e cerco di trascorrere molto tempo in allevamento per abituarli alla presenza umana, molto utile in fase di giudizio.
Consiglio a tutti gli appassionati di indigeni, l’allevamento di questo grazioso fringillide, perché sono certo che l’organetto, più di qualsiasi altro indigeno, riesce a garantire quelle piccole soddisfazioni che ognuno di noi si aspetta dai propri uccelli.


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