L'album fotografico di Pupo
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 Amo stare sul monitor
per controllare cosa
fa l'intellettuale
Mi presento, io sono Pupo, un Neopsephotus bourkii ( rosa ), maschio nato nel 2006 nell'allevamento di Margherita e Enzo .
Quello per i miei genitori adottivi, è stato un anno molto difficile, come molto difficili sono stati i miei primi giorni di vita, devo infatti la mia vita a Margherita, Enzo ed alla nonna, adottiva .
I miei genitori naturali, entrambi rosa come me, preferivano svolazzare tranquillamente nella loro voliera piuttosto che tenermi al caldo e darmi da mangiare, io non crescevo e tremavo dal freddo, e se non fosse stato per i miei genitori adottivi ora non sarei qui a raccontarvi la mia storia.
Quando avevo quattro giorni ed erano già morti di stenti i miei due fratellini, la mia nuova mamma mi ha levato da quel freddo nido, io non vedevo ancora ma il tepore della mano mi dava fiducia e speranza, di fatto dopo avermi riscaldato per alcuni minuti con il fiato, mi ha imbeccato usando una siringa da insulina, finalmente un pasto tiepido, e la certezza che non avrei fatto l'infausta fine dei miei fratellini.
Il calore e gli abbondanti pasti regolari ogni circa due ore, anche di notte, mi hanno dato vigore ed ho cominciato a crescere, ero spesso solo è vero gran parte della giornata, ma nel primo pomeriggio ed alla sera i miei genitori mi tenevano delicatamente in mano coccolandomi.
Se non ero con loro il mio nido era costituito da una scatola di plastica riscaldata da quattro lampadine da 12V ma alimentate a circa 6v ricoperte con alcuni strati di stoffa e lana al fine di mantenermi al caldo ma senza bruciarmi.
Il mio pasto era costituito dal pastoncino da imbecco della KAYTEE, un prodotto americano molto appetibile e completo, che mi fornivano ad una temperatura di 35 - 38 gradi, ben stemperato in acqua .
Carta Identità

Famiglia: 
Specie: 
Mutazione: 
Sesso: 
Nome: 
Nato a: 
Anello: 


Psittacine
Neopsephotus bourkii
Rosa
Maschio
Pupo
Castell'Alfero (AT)
FH05 06/121


Avevo 12 - 13 giorni allorché mi infilarono l'anellino sulla zampina destra, io ho il numero di anello 121 dell'anno 2006 , il mio corpo tutto coperto da una peluria giallognola si ricopriva di piumette rosa, anche i miei occhi cominciavano a vedere il mondo intorno a me, . . ero cresciuto ! . . e . . finalmente potevo vedere i miei nuovi genitori adottivi.
Cambiavo di colore e crescevo, anche precocemente per la verità,non avevo ancora quaranta giorni, che avevo già le remiganti e le timoniere sufficientemente sviluppate da compiere i primi piccoli voli, sulla tavola sotto gli occhi attenti del papà.
Mangiando dal cucchiaino, anche la mia dieta era cambiata, il solito Kaytee veniva integrato con dei semi di panico decorticato, del pastoncino con le uova per adulti ed una volta al di un po' di uovo sodo, mangiavo già anche qualche seme preso dagli spigoni di panico .
Mi è poi stata affidata la nuova casetta, una gabbietta corredata di un nido dove per qualche mese mi riparavo dalla luce se volevo dormire di giorno.
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Chi dice che i gatti sono pericolosi,
in casa spesso ce ne più di uno, ma
io vado daccordo con tutti.
Crescendo e mangiando ormai da solo sono diventato il padrone, o quasi, di casa, la gabbietta non la chiudevano quasi mai, ovvero veniva chiusa solo la notte, e quando in casa non c'era nessuno e cerano più gatti in casa.
Se in casa era presente solo Birba, una micetta certosina, molto tranquilla io non correvo rischi, avevamo imparato entrambi a convivere insieme, anzi spesso giocavamo anche insieme o rincorrendoci a vicenda, o più spesso io salivo sulla sua schiena e mi facevo portare in giro per la casa. Mi spiace di non avere fotografie decenti con Birba, stavo bene con lei, durante l'inverno quando faceva freddo, ho qualche volta anche dormito con lei restando in mezzo al gomitolo che lei faceva sulla poltrona. La sera dopo la cena io gioco con il mio papà e la mamma sulla tavola, oppure se mio papà lavora con il computer o forse gioca, io rincorro sul monitor la freccetta del mouse, sono quattro anni che la inseguo ma non sono mai riuscito a prenderla è più veloce di me. Se non l'avete ancora capito, sono un soggetto molto curioso, e quando i miei genitori stanno facendo qualcosa io devo controllare cosa fanno e, quando mio papà ripara qualcosa io che non sopporto di essere trascurato, porto via e nascondo viti,  cacciaviti, mordo nei fili e butto in terra ogni cosa che ho a portata di becco e non troppo pesante.
Qualche volta quando i miei genitori dimenticano la pota balcone aperta, esco a fare un voletto nel giardino, loro non vogliono, dicono che è molto pericoloso, e si arrabbiano un pò. E' vero, è pericoloso, fuori ci sono molti gatti, ed una volta che mi sono allontanato un pò di più, mi ha rincorso un grande uccello quasi nero che mi ha costretto a fare tutto il giro intorno alla casa per rientrare da un'altra finestra che fortunatamente era aperta, da allora se esco lo faccio solo con i miei genitori. 
All'incirca quando ho avuto 18 mesi ho anche imparato a dire qualche parola nella lingua dei miei genitori, è stata una cosa molto utile, infatti se sono in condizione di potenziale pericolo basta che io chiami < Ciccio > così chiamo il papà, chi lo conosce capisce perché, o < Goscia > il nome della mamma e loro accorrono in mio aiuto. Utile anche quando ho voglia di qualcosa di speciale.
Mi hanno anche preso quello che loro credevano una femmina, ma solo la scorsa estate dopo averci sottoposto entrambi ad una operazione che chiamano sessaggio endoscopico hanno capito che eravamo entrambi maschi.
Finalmente dopo tanto tempo mi hanno così procurato una compagna, finalmente una vera femmina, si chiama Rosetta, è molto carina, molto giovane, io avrei preferito una un pò meno giovane e più docile, ma spesso nella vita bisogna saper accettare quello che il convento offre.

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